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Marea nera: 'top kill' fallisce, proteste a New Orleans

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Marea nera: 'top kill' fallisce, proteste a New Orleans

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Il greggio nel Golfo del Messico aumenta. Aumenta la devastazione delle coste statunitensi. Esplode la rabbia dell’opinione pubblica per il disastro ambientale causato dalla Bp. Dopo il fallimento dell’operazione ‘top kill’ per fermare la perdita, le manifestazioni di protesta si moltiplicano. In Louisiana, lo Stato più colpito, è New Orleans la città in cui la popolazione ha gridato la propria frustrazione.

“La Bp sapeva sin da marzo che le valvole di chiusura non funzionavano e che le guarnizioni stavano cedendo” dice un abitante di New Orleans. “Non mi capacito di come una grande società come quella abbia potuto continuare a dire ai dipendenti che le trivellazioni potevano continuare normalmente”.

Il prossimo tentativo che la compagnia petrolifera pensa di mettere in atto – sarà il quarto – consisterebbe nel costruire una serie di pozzi secondari che, diminuendo la pressione di uscita del petrolio, permetta poi di fermare definitivamente il flusso. Per il Segretario all’Energia Carol Browner non ci sono molti dubbi:

“E’ forse il più grave disastro ambientale che questo Paese abbia mai affrontato” ha detto. “Certamente la peggior fuga di greggio mai verificatasi. Stiamo reagendo con tutti i mezzi possibili. Ma va detto che potrebbe andare avanti fino ad agosto”.

Secondo gli esperti della Casa Bianca dal 20 aprile, data dell’incidente alla piattaforma Deepwater Horizon, tra i 2 e i 3 milioni di litri di greggio al giorno si sono riversati in mare. Il nuovo tentativo cui Bp sta pensando non è mai stato sperimentato a quelle profondità: 1500 metri sotto il livello del mare.