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Israele parla di "provocazione"

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Israele parla di "provocazione"

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Pistole, armi da taglio, una “deliberata provocazione”. Israele giustifica l’intervento contro le sei navi di attivisti fermate dalla marina militare. In una conferenza stampa a Gerusalemme, il vice-ministro degli Esteri israeliano Dany Ayalon ha dichiarato: “A bordo abbiamo trovato armi che erano state preparate e sono poi state usate – ha detto. L’intento degli organizzatori era violento. Questi aiuti cosiddetti umanitari non erano per scopi umanitari. Se si fosse trattato di scopi umanitari, la nostra offerta di consegnare tutti gli aiuti attraverso gli appositi canali sarebbe stata accettata”.

Israele chiede ora agli Stati i cui cittadini si trovano tra i passeggeri della flottiglia di collaborare per chiudere in fretta l’incidente. Nell’operazione sono rimasti feriti anche diversi soldati israeliani, alcuni di loro sarebbero in gravi condizioni.