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BP cerca "soluzione finale", ma la marea non si ferma

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BP cerca "soluzione finale", ma la marea non si ferma

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La marea nera nel Golfo del Messico è la peggiore catastrofe ambientale nella storia degli Stati Uniti. La constatazione delle autorità di Washington arriva mentre BP cerca di mettere a punto quella che definisce la soluzione finale. Un pozzo di soccorso che, però, non sarà pronto prima di due mesi. Nel frattempo, dopo il fallimento della tecnica “top kill”, il greggio continua a fuoriuscire: oltre due milioni di litri ogni giorno. “La soluzione finale – dice il Direttore generale di BP Tony Hayward – è il pozzo di emergenza, non c‘è dubbio su questo, sarà in agosto, perciò, ora dobbiamo concentrarci sul contenimento sottomarino, sul contenimento in superficie e sulla difesa della costa”.

Più di cento chilometri della costa della Louisiana sono interessati da una marea nera che per ora appare innarrestabile. E cresce la rabbia degli abitanti. Sono quasi 30.000 le persone legate all’industria ittica che ora temono il tracollo. Le autorità dello Stato hanno chiesto di realizzare barriere di sabbia per proteggere le paludi, ma l’ipotesi fa discutere. Così come fanno discutere i milioni di litri di solventi versati in acqua. Secondo alcune stime, provvisorie, 300 uccelli marini, 200 tartarughe e una ventina di delfini sarebbero già morti dal giorno dell’incidente.