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Praga, dalle urne probabile stallo

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Praga, dalle urne probabile stallo

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Repubblica ceca, affluenza sostenuta per la seconda e definitiva giornata di voto.

Otto milioni e quattro di persone alle urne per il rinnovo del parlamento.

Venticinque i partiti in lizza ma nessuno con i numeri per correre da solo.

Favoriti nei sondaggi i socialdemocratici di Jiri Paroubek e le loro promesse di benefici sociali. Potrebbero superare il ventisei per cento, che di per sé non basta.

Disponibili i comunisti, un’alleanza che però nessuno vuole, a vent’anni dalla caduta del regime.

E se la sinistra non ce la fa, potrebbe essere l’occasione per i conservatori di Petr Necas, dati al ventidue per cento. Il paese è a un bivio, dice Necas, bisogna scegliere se finire come la Grecia o imboccare la via del rigore economico.

Il paese ha bisogno di una maggioranza stabile, avvertono gli esperti, in grado di fare le riforme necessarie per risanare i conti pubblici.

A Praga, dalla caduta di una coalizione di centro-destra nel 2009, c‘è il governo tecnico di Jan Fischer che se ne andrà dopo il voto. Ma la gente, stanca delle liti tra i partiti e dei programmi deludenti, lo vorrebbe ancora premier.