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Golfo del messico, Top Kill funziona ma serve tempo

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Golfo del messico, Top Kill funziona ma serve tempo

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Marea nera, Top Kill va avanti a singhiozzo, tra fasi di pompaggio e fasi di osservazione.

Ma è ancora troppo presto per capire se funziona davvero, a detta dell’amministratore delegato di Bp, Tony Hayward: “Abbiamo fatto progressi. Seguiamo il programma e abbiamo dimostrato che si può lavorare e anche con qualche successo. Non si può dire altro finché non è concluso”.

Dopo la cupola e il siringone, Top Kill e’ l’ultimo metodo usato da Bp per fermare il flusso di petrolio che sgorga da millecinquecento metri sotto il mare.

L’operazione, mai usata in acque così profonde, si svolge in due tempi: per prima cosa, si immettono nel pozzo detriti e fango ad alta pressione per fermare la perdita. In un secondo momento, attraverso un altro tubo, sarà immesso cemento, che dovrebbe chiudere definitivamente la falla e sigillare il pozzo.

Sarebbe la fine di un incubo per le acque e le coste del Golfo del Messico, che dal naufragio della piattoforma Deepwater incassano petrolio al ritmo di due o tre milioni di litri al giorno, la peggior catastrofe ambientale della storia americana.