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Usa. Fermato il flusso di petrolio, ore cruciali per l'esito dell'operazione

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Usa. Fermato il flusso di petrolio, ore cruciali per l'esito dell'operazione

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Il petrolio è stato bloccato, ora comincia la fase più delicata. L’operazione Top Kill, l’immissione di fango e detriti, condotta da BP nelle acque del Golfo del Messico ha dato buoni risultati, ma ora la sfida è stabilizzare la pressione per sigillare la sorgente. Si saprà fra un giorno o due se funzionerà.

Secondo le stime del servizio geologico statunitense, dalla falla sono usciti ogni giorno tra 12mila e 19mila barili, oltre il doppio dei circa 5mila ammessi all’inizio da Bp.

“So che all’esterno viene percepita una mancanza di azione ma possiamo dire che qui si lavora 24 ore su 24 tutti i giorni”, afferma il portavoce di Bp Michael Abendhoff . “Tutto quello che possiamo fare è ridurre al minimo l’impatto ed è quello che abbiamo detto fin dal primo giorno. Siamo qui per bloccare il petrolio e i suoi effetti, e nelle zone minacciate ci sono uomini al lavoro”.

La marea nera è costata circa un miliardo di dollari a Bp, incluse le operazioni per chiudere la falla e i risarcimenti già versati. Ma il gruppo ha aggiunto che è troppo presto per una stima complessiva.

I danni all’ambiente sono enormi, più di quanto immaginato all’inzio: il governo statunitense ha definito questa catastrofe ufficialmente più grave
di quella dell’Exxon Valdez in Alaska nel 1989. In Louisiana più di 100 km di spiagge sono ormai ricoperte di petrolio.