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Morire per l'iPod. Ancora suicidi nella fabbrica cinese dei componenti

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Morire per l'iPod. Ancora suicidi nella fabbrica cinese dei componenti

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Morire per l’iPod. Si allunga il Cina la lista dei suicidi, fra i dipendenti del colosso dell’elettronica, che produce i componenti per il celebre lettore mp3 della Apple.

Dieci dall’inizio dell’anno. Come gli altri, l’ultimo si è tuffato nel vuoto dal tetto dello stabilimento Foxconn di Shenzen. “L’azienda nega ogni responsabilità – spiega Hu Douxing, docente all’Istituto tecnologico di Pechino -. L’amministrazione della città nega ogni responsabilità. E anche gli enti locali e i sindacati negano ogni responsabilità. Imputano questa serie di suicidi a problemi psicologici e mentali, a livello puramente personale”.

Le critiche si concentrano sul pugno di ferro, con cui Foxconn gestirebbe gli impianti. Sospetti che davanti alle telecamere, i dipendenti si affrettano a negare: “La compagnia – dice una di loro – ci tratta abbastanza bene. Spesso vengono anche organizzate anche delle attività ricreative”.

Parole da filtrare anche alla luce di un’altra iniziativa. La lettera d’intenti, con cui il colosso taiwanese dell’elettronica pretende ora dai dipendenti l’impegno a non suicidarsi.