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Magnaschi: la manovra è innovativa

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Magnaschi: la manovra è innovativa

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Euronews: Direttore Magnaschi, benvenuto su Euronews. L’Italia, seguendo l’esempio di altri paesi europei vara una manovra anticrisi. Giudicando le grandi linee, lei pensa che questo piano possa veramente essere efficace?

Pierluigi Magnaschi: Questa manovra potrebbe non essere sufficiente rispetto alle manovre di aggiustamento del bilancio dello stato, ma ha, rispetto alle precedenti esperienze, dei caratteri innovativi. Perché qui si tratta di risparmiare denaro pubblico e lo si può risparmiare aumentando le tasse oppure diminuendo lo spreco pubblico. Il Ministro dell’economia italiano Tremonti ha deciso di mantenere stabile la pressione fiscale, incentivare la lotta all’evasione con un elemento del tutto nuovo per l’Italia che è quello di coinvolgere i comuni a cui andrà il 30% dell’aumentato gettito dovuto alla riduzione dell’evasione fiscale. L’altro intervento è quello delle minori spese pubbliche attraverso una semplificazione della eccessiva macchina dello stato.

Euronews: Questa manovra non arriva un po’ troppo tardi, però, rispetto ai primi segnali di cedimento dell’economia greca?

Magnaschi: Siamo tutti in Europa in ritardo compreso il piano straordinario varato, con la riluttanza dei tedeschi, proprio alla vigilia del voto in Westfalia. Perché tutti aspettavano che il cerino si spegnesse da solo, mentre invece il cerino è finito nelle mani di tutti i paesi che aderiscono all’euro.

Euronews: Lei come legge la situazione dell’economia italiana proprio rispetto ai paesi che ha appena citato come la Grecia, il Portogallo, la Spagna?

Magnaschi: Quali sono i punti di forza dell’Italia cioè come mai è più stabile della Grecia, visto che i dati di indebitamento complessivo sono addirittura più gravi in Italia? È dovuto essenzialmente a questo e cioè: nell’ultimo esercizio, quando gli altri paesi per contrastare – o almeno dicono così – la congiuntura avversa hanno stanziato enormi conti pubblici l’Italia – e di questo bisogna dare merito a “Mister no” cioè al Ministro Tremonti – non ha allargato i cordoni della borsa, quindi questo è uno degli elementi: nell’ultimo anno l’incremento del deficit pubblico è meno intenso che non negli altri paesi. L’altro fatto specifico dell’Italia è che gran parte del debito pubblico viene sostenuta dal risparmio nazionale.