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Doppia cittadinanza. Il sì di Budapest rilancia lo spettro della Grande Ungheria

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Doppia cittadinanza. Il sì di Budapest rilancia lo spettro della Grande Ungheria

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Sì di Budapest alla doppia cittadinanza per gli ungheresi residenti nei paesi limitrofi. A poco più di un mese dalle elezioni, il partito di centrodestra Fidesz allarma già le diplomazie centroeuropee con un controverso provvedimento. Forte di una maggioranza dei 2/3, il progetto di legge del governo incassa lo schiacciante via libera di 344 deputati su 352.

Spettro agitato da molti è quello di un rilancio della “Grande Ungheria” precedente al Trattato del Trianon del 1920: un mito, cavalcato anche dall’estrema destra.

“Potrebbero crearsi tensioni soprattutto con Ucraina e Slovacchia – stima l’analista Zoltan Kiszelly -, perché sia lungo i confini che all’interno ospitano nutrite comunità di ungheresi. Il timore di questi paesi è che fra 20, 30 anni, Budapest possa rivendicare una revisione dei confini territoriali su basi etniche. Una prospettiva che ritengono minerebbe la loro sovranità”.

Più di tre milioni e mezzo gli ungheresi, che in seguito alla disgregazione dell’Impero Austroungarico si sono trovati a vivere entro i confini di nuovi stati. La Slovacchia, dove rappresentano il 10% della popolazione, già minaccia dure reazioni e corre ai ripari ipotizzando un aut aut: scegliere fra le due cittadinanze.