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Dalle parole ai fatti: la Corea del Nord passa alle espulsioni

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Dalle parole ai fatti: la Corea del Nord passa alle espulsioni

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La Corea del Nord dà il via alle espulsioni. I primi responsabili del Sud sono stati allontanati dal Kaesong, comune distretto industriale a ridosso del confine, a cui aveva anche minacciato di bloccare gli accessi.
Dopo giorni di intimidazioni e proclami, sulla crisi innescata dall’affondamento della corvetta sudcoreana Cheonan, Pyongyang passa ai fatti.
Tamburi di guerra, risuonati proprio mentre il segretario di stato americano Hillary Clinton invocava da Seoul lo stop a provocazioni e minacce. Un appello, accompagnato dal richiamo al “dovere di una ferma risposta internazionale”.
Questione, che oltre a dividere il Consiglio di sicurezza dell’Onu, continua anche ad infiammare gli animi in Corea del Sud.
Sempre nuove manifestazioni ribadiscono qui attriti e risentimenti verso Pyongyang, che di giorno in giorno montano, insieme alla richiesta di nuove sanzioni. Passo auspicato da Washington, per cui manca però ancora il fondamentale sì di Pechino e Mosca.