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Cellula artificiale, Vaticano cauto

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Cellula artificiale, Vaticano cauto

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Sulla prima cellula artificiale creata dall’uomo il Vaticano resta possibilista. La Santa Sede segue con attenzione gli sviluppi della scoperta del team di genetisti statunitensi guidati da Craig Venter. Il batterio originato dal Dna costruito in laboratorio rappresenta la prima forma
di “vita artificiale”. Le implicazioni di questa novità sono oggetto ora non solo di un’indagine bioetica ordinata dal presidente Usa Barack Obama anche dell’attenzione della Chiesa cattolica, per la quale è solo Dio a generare la vita.

“Si tratta di una bella scoperta – dice Mons. Rino Fisichella -e non c‘è alcuna obiezione da parte della Chiesa cattolica, ma al momento si tratta solo di teoria, per questo finché non sapremo esattamente come verrà utilizzata questa scoperta non esprimiamo un giudizio etico”.

Dal canto loro i ricercatori ribadiscono che nel caso della cellula sintetica si tratta piuttosto della variazione di una forma di vita già esistente.

“Non bisogna aspettarsi – spiega Sergio Nasi professore di patologia molecolare alla Sapienza di Roma- che dopo una scoperta del genere arriveremo domani alla molecola. Ciò avverrà ma ci sarà bisogno di molto tempo e di altre ricerche”.

Energia, ambiente e vaccini sono le aree che i padri della cellula artificiale hanno indicato come primi ambiti per il suo sviluppo e la sua applicazione.