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Attentati 2005 a Londra: anche condotta di MI5 e polizia al vaglio

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Attentati 2005 a Londra: anche condotta di MI5 e polizia al vaglio

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Chiarire se gli attentati del 2005 a Londra potevano essere evitati. La decisione presa dai magistrati britannici di analizzare anche la condotta di servizi segreti MI5 e polizia nelle inchieste sulla strage terroristica del 7 luglio accende la speranza tra le famiglie delle 52 vittime. Ad appurare se vi furono falle nell’intelligence saranno dunque inchieste che partiranno ad ottobre; inchieste separate, però, da quelle che coinvolgono i terroristi suicidi.

I famigliari vogliono anche sapere se i soccorsi avrebbero potuto permettere di salvare più vite. “La speranza – dice l’avvocato Clifford Tibber – è che alla fine la domanda ‘il 7 luglio si sarebbe potuto evitare?’ possa avere risposta. Se emergerà che polizia e servizi di sicurezza hanno in qualche modo fallito, occorrerà capire perché hanno fallito? La lezione è stata imparata? Si metteranno in pratica misure efficaci in futuro?”

Già dai giorni successivi agli attentati, sulle forze di sicurezza britanniche grava il sospetto di non avere fatto abbastanza per bloccare la cellula guidata da Mohammed Siddique Kahn. Le attività in ambienti estremistici erano note, ma, a un certo punto, la sorveglianza fu abbandonata. La mattina del 7 luglio 2005, i quattro terroristi detonarono l’esplosivo che avevano addosso nel cuore di Londra: un autobus della linea 30, treni della metropolitana a Edgware Road, King’s Cross, Aldgate.