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Sanzioni contro la Corea del Nord, Cina prudente

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Sanzioni contro la Corea del Nord, Cina prudente

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La comunità internazionale è pronta a prendere provvedimenti contro la Corea del Nord, dopo che una commissione ha appurato che è stata Pyongyang ad affondare la corvetta sudcoreana Cheonan nel marzo scorso, uccidendo 46 marinai. Ma per decidere sanzioni occorre il consenso di tutti i membri permanenti del consiglio di sicurezza dell’Onu, e la Cina è tuttora recalcitrante.
“Come comandante in capo delle forze armate e del governo, il presidente sucoreano Lee Myung-bak è fermo nell’intenzione di prendere provvedimenti” dice il portavoce del governo di Seul.

La posizione di Pechino, tradizionalmente vicina a Pyongyang, è invece ancora sfumata: “La Cina – dice il portavoce del ministero degli esteri -sostiene che dovrebbero esserci ulteriori indagini scientifiche sull’incidente. E Pechino farà una dichiarazione sull’esito dell’inchiesta sudcoreana”.

E l’inchiesta sudcoreana è chiara oltre ogni possibile dubbio: il siluro che ha affondato la corvetta è stato identificato come nordcoreano. L’esito dell’indagine è stato convalidato da esperti indipendenti di vari Paesi.
La Corea del Nord ha reagito in modo molto duro: la televisione di Stato ha letto un comunicato della Commissione di difesa nazionale, presieduta da Kim Jong-Il, che minaccia una guerra totale nei confronti della Corea del sud se saranno applicate sanzioni nei confronti di Pyongyang.