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Marea nera: il Congresso convoca i vertici dell'agenzia federale


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Marea nera: il Congresso convoca i vertici dell'agenzia federale

La marea nera arriverà presto sulle coste statunitensi, e la corsa affannosa non è solo sulle navi-cisterna della BP che pompano il petrolio dal fondale, ma anche al Congresso, che ha convocato i vertici dell’agenzia federale che dà le concessioni petrolifere e coordina i controlli: due attività che andranno separate, secondo il segretario di Stato agli affari interni, che ha parlato di “mele marce” nell’agenzia. In mare continuano a riversarsi 5.000 barili al giorno, British Petroleum ieri ne ha recuperati 2.000: meglio dell’altro ieri, ma evidentemente non basta.

Tracce di petrolio sono arrivate sulle spiagge della Florida, si sta verificando se si tratta del petrolio della Deep Horizon, cosa che per ora viene ritenuta improbabile. Ma l’enorme bolla sottomarina potrebbe presto essere “agganciata” dalle correnti del golfo, e i danni aumenteranno esponenzialmente. Lo teme l’industria turistica, lo temono i pescatori delle zone finora non colpite: come questo, in Louisiana, che lamenta il fatto che BP non sia nemmeno in grado di stimare l’entità del danno: c‘è un’enorme bolla di petrolio a circa 100 metri di profondità, non se ne conoscono le dimensioni esatte.

Il governo federale ha esteso l’area di divieto di pesca nel Golfo del Messico: era il 10% delle acque di competenza esclusiva statunitense, ora sale a un quinto del totale.

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