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Le architetture eco-sostenibili dell'Expo di Shanghai

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Le architetture eco-sostenibili dell'Expo di Shanghai

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Materiali e sagome di ogni genere prendono forma all’Expo di Shanghai. Circa trecento padiglioni fanno parte della più estesa, più cara e più ambiziosa esposizione universale mai organizzata.

Tutti i paesi, 189 per l’esattezza, espongono le proprie idee sul tema “Better City, Better Life”, “Migliore città, miglior vivere”. L’Italia è tra gli espositori che hanno concretizzato le teorie costruendo un padiglione eco-efficiente.

Si tratta di una sorta di macchina bioclimatica che utilizza le potenzialità dell’ambiente per risparmiare energia. Gli elementi fotovoltaici integrati nei vetri delle coperture esterne schermano dalle radizioni. Per l’illuminazione si usano vetrate, feritoie e cemento trasparente, un nuovo materiale che permette alla luce di filtrare all’interno della struttura. Giampaolo Imbrighi, designer del padiglione italiano:

“Si è fatto ricorso a materiali completamente eco-compatibili, riciclabili o addirittura proveninenti da riciclo. Il padiglione ha un funzionamento bioclimatico: è fatto in modo da generare, attraverso i vicoli e la piazza centrale, delle correnti d’aria verso la parte interna e poi un’uscita dalle vetrate che coprono la piazza”.

Il contrasto tra realtà urbana e rurale ha ispirato il design del padiglione irlandese. La facciata integra vetro e policarbonatoper avere insieme luce e isolamento.

La Danimarca ha concepito il proprio padiglione intorno all’uso della bicicletta. La struttura è una sorta di velodromo dove la parte esterna utilizzata come elemento portante, fa risparmiare sulla quantità di acciaio. I fori servono per luce e ventilazione.

25 mila pannelli di un materiale di nuova concezione formano il padiglione della Finlandia. Parola d’ordine, “riciclo”. Mikko Pustinen, vice Commissario del padiglione:

“Tonnellate e tonnellate di carta e plastica riciclata hanno prodotto la struttura esterna. Per essere sostenibili non dobbiamo solo essere high tech, ma anche adottare soluzioni intelligenti e queste sono spesso anche le più semplici. Nel padiglione abbiamo sfruttato ad esempio la direzione delle finestre e il colore bianco per risparmiare energia”.

All’interno dell’expo la zona delle Migliori Pratiche di Gestione Urbana sostenibile assomiglia all’ipotetica città del futuro. Ci sono esempi di progetti già realizzati e altri a forte potenziale. Arrivano da tutto il mondo. L’Alsazia ha ricostruito per l’Expo il muro d’acqua e solare della scuola di Bouxwiller. Lang Fan, designer del padiglione dell’Alsazia:

“Con questo muro solare e quello vegetale a fianco, possiamo dire che abbiamo costruito una struttura che respira”.

D’estate l’acqua scende in circolo sulla vetrata interna: i pannelli esterni si aprono e l’aria crea con l’acqua un effetto raffreddamento. D’inverno la parete esterna si chiude e il flusso d’acqua si interrompe. L’aria tra le pareti si scalda diffondendo calore anche all’interno. Il sistema è alimentato con l’energia prodotta dai pannelli solari.

“Questo sistema può essere considerato come un eco-condizinatore. E’ un po’ come la pelle di una mano: quando fa freddo i pori si stringono e quando fa caldo si aprono”.

Gestione urbana, conservazione del parimonio, alta tecnologia. Ogni paese a Shanghai propone le proprie idee e i propri progetti, ma molti ricordano che la sostenibilità non è solo high tech, spesso è una questione di buon senso.