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"La transessualità non è una malattia mentale"

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"La transessualità non è una malattia mentale"

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Nella sesta giornata mondiale contro l’omofobia, Parigi  annuncia di voler presentare all’Organizzazione mondiale della Sanità la richiesta di ritirare la transessualità dalla lista delle malattie mentali.
 
L’iniziativa francese è stata salutata come storica dal comitato Idaho, che coordina le giornate internazionali contro l’omofobia e i trans.
 
Ma le questioni da risolvere sono ancora molte:
 
Juris Lavrikovs, della Ilga Europa:
  
“Uno dei problemi maggiori – che riguarda tutta l’Europa e non solo – sono i crimini contro omosessuali e trans. Che sono esposti a violenza e odio. Ci sono discorsi violenti quasi tutti i giorni nei Paesi europei, fatti non solo da organizzazioni radicali, ma a volte anche dai politici”.
 
Solo nel 1990,  l’omosessualità è stata depennata dalla lista delle malattie mentali.
 
La tesi della malattia è sostenuta da molte organizzazioni religiose e questo 17 maggio, in Europa, si è dibattuto molto di omosessualità e religione.
 
Sabato scorso invece le sfilate del gaypride hanno invaso le strade di mezzo globo.
 
I problemi legati all’orientamento sessuale rappresentano il 3% delle denunce presso quelle autorità che lottano contro discriminazione e a favore dell’uguaglianza.
 
Nel mondo ancora sette Paesi puniscono l’omossessualità con la pena di morte e 80 con il carcere.
 
A Cuba, in una conferenza a L’Avana, un appello a favore dei gay, ancora perseguitati dalla polizia, è stato fatto da Mariela Castro, figlia del presidente Raul.