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Dominique Strauss-Kahn: "Mi auguro che gli Europei traggano beneficio dalla crisi per rifondare le istituzioni europee"

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Dominique Strauss-Kahn: "Mi auguro che gli Europei traggano beneficio dalla crisi per rifondare le istituzioni europee"

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Una manifestazione di protesta ad Atene contro le misure di austerità decise dal governo di Giorgio Papandreu per ridurre l’ammontare eccessivo del deficit. La tragedia greca è diventata una tragedia europea e ovunque nel vecchio continente c‘è la sensazione che la festa è finita e che prima o poi i debiti devono essere pagati

I mercati di fronte ad una situazione del genere sono senza pietà. Risultato i trader non hanno piu’ alcuna fiducia verso chi non è piu’ in grado di onorare i debiti . Di conseguenza vendita in massa di titoli e calo della moneta. Un quadro disperato cui è chiamato il fondo monetario internazionale come spiega in un’intervista esclusiva ad euronews il direttore generale Dominique Strauss Khan.

“La crisi attuale non riguarda solo la Grecia. Certo Atene ha non pochi problemi primo fra tutti l’ammontare del debito cui si aggiunge la scarsa competitività sui mercati, ma il problema é piu’ ampio e diventa piu’ complicato. Per esempio la maggior parte degli stati europei, ma non solo, sono alle prese con i problemi fiscali. Risultato dappertutto è necessario il consolidamento fiscale. E si guarda all’Europa, come è successo la settimana scorsa con il programma molto ambizioso reso noto dalle autorità spagnole e portoghesi, significa che il problema è davvero importante.

La crescita é la questione chiave: perché la Grecia non riesce a trovare la via della crescita? Risposta la mancanza di competitività sui mercati: con la conseguenza che quello che producono è piu caro rispetto ad altri paesi. Di qui la necessità di un taglio ai salari, una misura terribile ma indispensabile perché è il solo modo per vendere la propria produzione quando altri paesi, e non certo quello meno industrializzati, ma soprattutto i vicini dell’Europa producono ad un costo piu’ basso
Oggi i costi di produzione in Grecia sono superiori del 20-25% rispetto alla Germania il che è enorme.”

Quando i costi di gestione di un paese diventano eccessivi la soluzione primaria é di aumentare le tasse. Facile a dire, ma difficile a fare

“E si puo’ essere molto ricchi, come Rockfeller, e nello stesso tempo essere oberati di debiti. Il problema non é tanto essere ricco o povero ma il tasso di indebitamento. Un paese come la Grecia vuoi per gli errori commessi in precedenza vuoi per le conseguenze dovute alla globalizzazione ha un debito cosi alto. Devono ridurlo perché altrimenti non ci sarà piu’ nessuno in grado di prestare loro del denaro”

La classe politica in Grecia, Spagna e Portogallo chiede sacrifici alla popolazione. I contribuenti dopo aver salvato dal fallimento le banche sono chiamati a risolvere i problemi del debito nella zona euro

“Sono convinto che tutto il denaro messo dai contribuenti di differenti paesi per salvare il settore finanziario sarà ripagato dalle banche e dalle assicurazioni. Qualcuno ci guadagnerà per effetto degli interessi. Stesso discorso per i paesi: noi al Fmi lo sappiamo bene é il nostro mestiere prestare denaro agli stati e siamo stati sempre rimborsati. Un operazione in cui nessuno è perdente. Siamo disponibili a venire in aiuto, ma non il nostro aiuto non è un regalo é un prestito che deve essere restituito

Siamo una sorta di dottore chiamato quando un paese è malato. Quanto gli stati vanno bene non ci chiamano. Il nostro compito é di aiutare gli stati malati, ma lo sforzo piu’ importante deve essere fatto dagli stati in questione perché in caso di malattia i rimedi non bastano bisogna cambiare atteggiamento, per combattere la malattia. L’Unione europea è nella stessa situazione: i paesi della zona euro hanno solo dieci anni di esperienza il che non basta per affrontare la crisi, come dire vanno bene nella gestione normale, non certo in tempo di crisi. La recente presa di posizione del commissario Olii Rehn è molto importante perché consente alla zona dell’euro di diventare piu’ forte in materia di coordinazione economica e fiscale. Credo che se verrà approvata dagli stati membri sarà una riforma molto utile

La crisi certo non é una cosa positiva, ma è un’occasione per scoprire non pochi elementi positivi. Come dimostrano molti uomini politici, leader sindacali, uomini d’affari e di cultura tutti sono d’accordo sulla necessità che se l’Europa deve andare avanti, se la zona euro deve essere un successo bisogna completare il lavoro iniziato. Oggi l’euro è una moneta unica, ma circondata da differenti ambienti economici il che rende impossibile la soluzione della crisi. Mi augurio che gli europei traggano beneficio dalla crisi per rifondare le istituzioni europee”