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Bangkok, proposto un "cessate il fuoco"

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Bangkok, proposto un "cessate il fuoco"

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Le camicie rosse hanno chiesto una tregua al governo thailandese. Secondo fonti ufficiali, uno dei leader dei manifestanti ha telefonato al segretario generale del primo ministro proponendo un “cessate il fuoco”. Il rappresentante del governo ha garantito che i soldati non spareranno a condizione che i rossi sgomberino il quartiere commerciale di Bangkok occupato da due mesi.

Dopo 5 giorni di violenze continue, che hanno lasciato sul terreno almeno 37 morti, potrebbe profilarsi una soluzione alla protesta che, da metà marzo, ha fatto almeno 66 vittime.

I manifestanti piangono la morte del generale Khattiya Sawasdipol, conosciuto come Seh Daeng, che in thailandese significa “comandante rosso”. Era il consigliere militare dei dimostranti, che garantiva la sicurezza dell’accampamento fortificato nella capitale. Era stato colpito da un proiettile alla testa giovedì scorso.

Con un comunicato, l’ex primo ministro in esilio Takhsin Shinawatra, idolo delle camicie rosse, ha invitato entrambe le parti a fare un passo indietro per evitare la guerra civile.