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Thailandia: ultimatum per i "rossi", coprifuoco nei quartieri limitrofi

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Thailandia: ultimatum per i "rossi", coprifuoco nei quartieri limitrofi

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Nessuna tregua, ma tempo fino a domattina per lasciare il quartiere: l’esercito thailandese spara su chiunque tenti di avvicinarsi, dall’interno, alle barricate erette intorno alla zona commerciale e turistica di Ratchaprasong, nel pieno centro della capitale. Stasera entrerà in vigore il coprifuoco, per impedire che ai manifestanti asserragliati arrivino cibo, armi o rinforzi. Il numero delle vittime intanto sale, difficile tenere il conto: le cifre ufficiali parlano di 25 morti, nelle ultime 48 ore. E quasi 200 feriti. Ma raggiungere i punti degli scontri, per i soccorritori, è diventato pericolosissimo, e potrebbero esservi molti altri cadaveri.

“Visto quello che è successo negli ultimi giorni – spiega il premier, Abhisit Vejjajiva – stiamo pensando a proteggere le persone non coinvolte in questa situazione, o impedire loro di prendere parte o esserne vittima”.

Per questo è stato imposto il coprifuoco nei quartieri limitrofi, per completare l’isolamento di Ratchaprasong e dei manifestanti asserragliati: 6.000, secondo l’esercito. Ci sono anche donne e bambini, ai quali i leader della protesta hanno consigliato di rifugiarsi nei templi del quartiere. Domattina, alla scadenza dell’ultimatum, forse ci sarà un assalto dell’esercito. Forse no. Chi lascia il campo non sarà incriminato, assicurano le autorità. Agli altri, non è chiaro cosa dovrà accadere.