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Ue: rifornimento energetico sicuro dal mar Caspio

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Ue: rifornimento energetico sicuro dal mar Caspio

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Günther Oettinger, l’ex governatore dello stato tedesco  Baden-Württemberg, è stato scelto da Berlino come rappresentante del Paese nella Commissione europea. Oettinger è commissario per l’energia. Ai microfoni di euronews ha parlato dei problemi energetici dell’Europa, di una possibile cooperazione tra  Europa e Africa, della direttiva sui rifiuti nucleari e del progetto d gasdotto europeo Nabucco.
   
euronews:
  
Mister Oettinger: “Nabucco”, la pipeline che attraversa la Turchia sarà costruita?
  
Oettinger, commissario europeo per l’energia:
 
Sarà deciso entro la fine dell’anno. Ci sono buoni motivi per costruirla. Gli investitori, gli stati membri e l’Unione lavorano ogni singolo giorno. Si tratterà di un vero progetto europeo e potrebbe assicurare gli approvvigionamenti di  gas all’Europa.
 
euronews:
 
Quest’ immenso gasdotto dovrà essere riempito con qualcosa, si ha bisogno di gas e ovviamente di contratti di fornitura. Per il momento non avete alcun contratto.   
  
Oettinger:
 
Il punto cruciale è che si tratta di gas naturale. C‘è un giacimento di gas naturale nella regione del mar Caspio, uno dei più grandi giacimenti al mondo. L‘ Azerbaijan e il Turkmenistan sono possibili paesi fornitori e potenziali partner. Ciò che stiamo facendo adesso è  essere pronti a prendere due decisioni allo stesso tempo: quella sul gasdotto e quella sui contratti. Abbiamo bisogno di contratti a lungo termine e un  prezzo per il gas che sia ragionevole.
 
euronews:
 
L’altro problema è quello del mar Caspio, che il gasdotto deve attraversare. Si deve far riferimento al diritto internazionale?
 
Oettinger:
 
Non è facile rispondere, né da un punto di vista tecnico né da un punto di vista giuridico. Gli esperti discutono ancora sullo status giuridico del mar Caspio. Il risultato del dibattito  sarà decisivo per dire se stati vicini e che si affacciano sul mare possono interferire o no. Per quanto riguarda i problemi tecnici: è possibile costruire un gasdotto lungo circa 200 chilometri  (170 miglia sotto il mare), che unisca il Turkmenistan, a est, a Baku a ovest? O dovremmo piuttosto optare per la soluzione suggerita dal governo turkmeno di comprimere il gas e trasportarlo con cargo attraverso il mar Caspio? Queste domande avranno una risposta nei prossimi mesi”.
 
euronews:
  
C‘è inoltre la discussione se si debbano costruire ramificazioni varie in Iran, Iraq. Ci sono novità che può darci?
 
Oettinger:
 
In termini economici  Nabucco ha un senso se  può trasportare più di 30 MILIARDI di metri cubi di gas naturale all’anno dal Caspio all’Europa. Oggi la mia tesi è che questa quantità di gas c‘è e proviene da Azerbaijan e Turkmenistan.
Naturalmente è nell’interesse dell’Europa e in quello iracheno, per esempio, aggiungere la fonte di rifornimento irachena.
 
euronews:
 
Nel corso della guerra fredda la concorrenza si basava sul numero di missili. Oggi sembra essere basata sul numero e la portata dei gasdotti: ci sono due pipeline, quasi parallele,  in progetto.
South Stream, il progetto russo e Nabucco, quello europeo. Qual è il problema con South Stream. Può essere costruito o ci sono dei problemi?
   
Oettinger:
 
Gli stati coinvolti decideranno. Insieme ai partner russi. In ogni modo, la concorrenza anima gli affari. Noi siamo i consumatori e i consumatori sono felici se ci sono diverse offerte in vetrina.
 
euronews:
 
Qual è la situazione oggi, l’Europa potrebbe essere ricattata? È dipendente dal gas russo?
 
Oettinger:
 
Si, siamo dipendenti, ma non penso che siamo ricattabili. Da un lato, abbiamo avuto buone esperienze con i russi: da anni sono fornitori fidati di gas. Dall’altro lato, i russi tutelano i propri interessi esportando il gas.
 
Perché? Il gasdotto è cofinanziato. Si prenda il Nord Stream come esempio: Gasprom è l’azionista di maggioranza e maggior investitore. Nessun investitore ha interesse che la propria pipeline resti inattiva.
 
C‘è ancora un altro punto: nei prossimi anni la Russia avrà bisogno della tecnologia europea, ha bisogno di preparare le aree dell’era post gas, post carbone,post petrolio, la Russia ha bisogno di costruire il suo welfare e posti di lavoro per il nuovo periodo, possiamo parlare di mutua dipendenza.
 
euronews:
  
Parliamo adesso della  diversificazione delle fonti d’energia. Cosa può dirci sugli sforzi di creare infrastrutture che colleghino il nord Africa e gli stati del Medio Oriente con l’Europa così da esportare l’energia solare e quella eolica dal deserto verso il Vecchio Continente. È utopia o è realizzabile?
 
Oettinger:
  
È una possibilità. Piuttosto realistica, direi. Forse è la miglior offerta che l’Europa può fare all’Africa, una partnership corretta. Costruiamo centrali eoliche, solari nei posti dove il sole è più potente e il vento soffia più forte.
 
È per questo che dico che il nord Africa, il Medio Oriente sarebbero i posti migliori. Ma questo è subordinato alla costruzione di  una super rete.
 
Abbiamo bisogno di  reti elettriche moderne in grado di trasportare l’elettricità da sud fino all’Europa senza perdite nel corso del tragitto.
 
euronews:
Oggi queste infrastrutture non esistono…. 
 
Oettinger:
 
È per questo che stiamo negoziando con investitori per mettere a punto progetti pilota, per esempio tra Spagna e Marocco o verso la Sicilia. Una volta iniziato con questi progetti, si creerà fiducia in ambo le parti. Sono convinto che il Mediterraneo sia un’unica regione culturale. Può diventare un’unica regione economica. LA decisione per  un DESERTEC” sarà presa nei prossimi due tre anni.
 
euronews:
 
Il presidente della Commissione europea, Barroso, ha detto che l’energia nucleare, nel mondo così come in Europa, è in netta ripresa.
 
Oggi voi state elaborando una nuova direttiva sui rifiuti nucleari , che sarà pronta nella seconda metà dell’anno.  Quale sarà il contenuto?
 
Oettinger:
 
È nelle nostre competenze decidere su standard di sicurezza per lo stoccaggio di questi rifiuti, prendere decisioni sulle condizioni geologiche e sulla tecnologia  utilizzata.
  
euronews:
 
Quali sono esattamente le vostre intenzioni? Sarà la Commissione a decidere se autorizzare la costruzione di un sito di stoccaggio di rifiuti nucleari?
 
Oettinger:
 
No, non è la mia intenzione. Non voglio interferire nelle competenze nazionali sulla costruzione. È un lavoro che spetta ai parlamenti locali. Noi decidiamo sugli standard di sicurezza. Decidere su sito e le sue dimensioni sarà compito degli stati membri.