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Grecia-Turchia: il 1999 l'anno della svolta

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Grecia-Turchia: il 1999 l'anno della svolta

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Antagonismi mai sopiti e rivalità storiche portano Atene e Ankara sull’orlo del conflitto nel 1996.

Il casus belli si chiama Imia in greco e Kardak in turco, un fazoletto di terra abitato giusto da qualche capra. La Grecia si dice pronta a usare le armi per difendere i propri diritti, mentre la Turchia avverte che non permetterà l’ingresso di una bandiera straniera nel proprio territorio.

Acque territoriali, spazio aereo, piattaforma continentale nel mare Egeo, tutto serve a alimentare un conflitto psicologico tra i due Paesi che, nel corso degli anni, si consuma sul filo di una spesa militare sproporzionata.

Nel 2008 è stata quasi di 7 miliardi di euro per la Grecia, pari al 3,2 % del Pil ; 9,2 miliardi di euro, il 3,3% del Pil per la Turchia.

La razionalizzazione della spesa militare comincia due due anni fa, ma il miglioramento dei rapporti risale al 1999 quando a distanza di qualche mese sia Turchia che Grecia sono colpite da un terremoto e si prestano reciprocamente aiuti e soccorsi. Sempre nel 1999 Atene ritira il proprio veto all’ammissione della Turchia nel club comunitario.

A suggellare il nuovo percorso, manifestazioni culturali comuni e la creazione di un unità militare congiunta per le missioni Nato nel 2008.

Oggi arriva la proposta greca di abolire il visto per i vacanzieri di nazionalità turca diretti nelle isole elleniche.

Una misura per dare nuovo slancio all’industria del turismo e che non mancherà di avere ripercussioni diplomatiche positive.