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Baltazar Garzon: una carriera tra luci e ombre

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Baltazar Garzon: una carriera tra luci e ombre

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Una carriera all’insegna della notorietà e delle polemiche, quella di Baltasar Garzon. Il giudice spagnolo è accusato di aver avviato un’indagine, non di sua competenza, sui desaparecidos durante la Guerra civile spagnola e la dittatura di Franco.
Nel 2008 il magistrato aveva fatto aprire 19 fosse comuni in tutto il Paese.

Nel 1988 è all’Audiencia Nacional, il principale tribunale del Paese, dove sale alla ribalta per i processi contro l’Eta, l’organizzazione separatista basca, e contro il narcotraffico guidando l’operazione Necora.

Viene eletto al Parlamento nel 1993 nelle fila del Partito socialista e diventa capo del Piano nazionale
contro le droghe del governo Gonzales. Persegue il terrorismo di Stato dei cosiddetti Gal (Gruppi Antiterroristi di Liberazione).

La sua fama era già diventata mondiale grazie al mandato di cattura internazionale spiccato nei confronti di Augusto Pinochet. Mandato che nel 1988 porta all’arresto del dittatore cileno.

Garzon è accusato anche di presunta corruzione per aver archiviato una causa contro il presidente della banca Santander, dopo che l’istituto di credito aveva sponsorizzato alcune sue lezioni magistrali all’università di New York.

A lui si deve l’inchiesta sui finanziamenti ai partiti politici, la cosiddetta “tangentopoli iberica”, che ha portato alla scoperta dei casi di corruzione di membri del Partito Popolare.