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A Cannes, applausi per il documentario francese "Benda Bilili"

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A Cannes, applausi per il documentario francese "Benda Bilili"

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E’ forse ingeneroso definirlo un Buena Vista Social Club in versione congolese. Ma gli ingredienti di passione e riscatto, in un contesto del tutto originale, sono un po’ gli stessi. Ha debuttato ieri, al festival di Cannes, per la Quizaine des Rélisateurs, “Benda Bilili”.

Documentario francese su una specialissima band di musicisti di strada, la maggior parte dei quali segnata dalla poliomielite. I due registi francesi li hanno seguiti e filmati per cinque anni.

“E’ la storia del colpo di fulmine tra questo gruppo che suonava nelle strade di Kinshasa e noi, che abbiamo avuto la fortuna di incontrarlo”, dice uno dei registi, Renaud Barret. “C‘è un messaggio di ottimismo – aggiunge l’altro, Florent de la Tullaye – , che spinge la gente a non abbassare la guardia, a continuare a sognare: perche’ quei sogni si possono realizzare”.

I musicisti al completo, acclamati dal pubblico, si sono esibiti alla Croisette, in un ambiente decisamente diverso da quello delle strade di Kinshasa, che li ha ispirati.