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Thailandia. Scade l'ultimatum agli oppositori, scontri a Bangkok

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Thailandia. Scade l'ultimatum agli oppositori, scontri a Bangkok

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Una forte esplosione, colpi d’arma da fuoco, un numero imprecisato di feriti nel centro di Bangkok, in Thailandia. L’ultimatum a sgomberare l’area dove sono accampati circa 20mila oppositori del governo di Abhisit Vejajjiva è scaduto.

L’esercito aveva annunciato che avrebbe inviato blindati per accerchiare le camicie rosse, sostenitrici dell’ex premier Taksin Shinawatra.

Tra i feriti ricoverati in ospedale anche uno dei leader dei ribelli, l’ex maggiore dell’esercito Khattiya Sawasdipol, conosciuto con il nome di comandante rosso. L’uomo è stato colpito alla testa da colpi di arma da fuoco. Il governo thailandese lo accusa di coinvolgimento in una serie di attacchi che hanno causato oltre un centinaio di feriti.

L’area, di tre chilometri quadrati, è stata privata della corrente elettrica e dei segnali telefonici. Chiuso il traffico. Il governo ha ritirato l’offerta di elezioni da tenersi a novembre per riconciliare il Paese.

Negli ultimi due mesi 29 persone sono rimaste uccise, oltre mille ferite negli scontri che hanno paralizzato la capitale thailandese.