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Tagli agli stipendi e aumento delle tasse. Le misure anti-deficit del Portogallo

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Tagli agli stipendi e aumento delle tasse. Le misure anti-deficit del Portogallo

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Anche il Portogallo annuncia un duro intervento per evitare una crisi come quella greca. Riduzione del cinque per cento degli stipendi dei politici e dei dirigenti pubblici e ulteriori tagli alla spesa
per 1,1 miliardi di euro quest’anno.
 
Sono tra le misure su cui si sono detti d’accordo il premier socialista Josè Socrates e il leader dell’opposizione di centrodestra Pedro Passos Coelho che ha assicurato il suo appoggio al governo di minoranza per attuare le riforme. Saranno aumentate anche Iva e irpef. L’esecutivo punta a ridurre il deficit del 9,4 per cento al 2,8 entro il 2013.
 
Ieri era stata la Spagna ad annunciare misure severe per rimettere in sesto le finanze. Anche qui la scure si abbatte sui funzionari statali i cui stipendi saranno ridotti del 5 per cento. Saranno aboliti gli assegni da 2500 euro per i neonati, sospesa la rivalutazione delle pensioni e tagliati gli investimenti pubblici.
 
“Zapatero ha sacrificato la politica sociale”, è stato il commento della stampa nazionale, i sindacati hanno già promesso battaglia.