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Regno Unito: gli accordi che han permesso la coalizione


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Regno Unito: gli accordi che han permesso la coalizione

Una storica stretta di mano tra i due rivali diventati ora alleati. I conservatori di David Cameron e i liberal-democratici di Nick Clegg hanno deciso di collaborare, nella bella e nella cattiva sorte, per cinque anni in modo da stabilizzare il governo.
La stretta di mano è storica per diversi motivi. Della stessa età, i due risultano i più giovani uomini alla guida del Paese degli ultimi due secoli.

Hanno dato il via, inoltre, a un governo di coalizione. L’ultimo risale alla Seconda Guerra Mondiale. Quando Winston Churchill divenne primo ministro nel 1940, alla guida di una vasta alleanza formata da conservatori, laburisti e liberali.

Per arrivare a un accordo le due parti hanno dovuto negoziare duramente e rinunciare a molti progetti della propria campagna. È anche la prima volta che due partiti così diversi, e che tante volte si son dati battaglia, si alleano a livello nazionale.

I lib-dem hanno dovuto accettare il piano di tagli alla spesa pubblica da 6 miliardi di sterline a partire da quest’anno, mentre avrebbero voluto aspettare il 2011. Hanno abbandonato l’idea di concedere l’amnistia ai clandestini. Hanno detto sì, infine, alla sottomissione a un referendum per ogni trasferimento di sovranità all’Unione Europea e rinunciato all’adozione dell’euro.

Da parte loro, i conservatori hanno accettato di elevare la base per l’imposizione fiscale a diecimila sterline e, soprattutto, hanno detto sì alla riforma elettorale che sarà sottoposta a referendum.

Compromessi, dunque, se non sacrifici. Una cosa è certa: alcuni dovranno imparare a lavorare insieme dopo la distribuzione delle cariche. Sotto i riflettori, in particolare, il conservatore George Osborne, nominato Ministro dell’Economia, e il lib-dem Vince Cable, che avrà la responsabilità di banche e imprese.

Oltre Osborne, nella squadra di Cameron, troviamo figure come William Hague agli Affari Esteri, Liam Fox alla Difesa, Theresa May all’Interno. Oltre al settore bancario, i liberal-democratici avranno la responsabilità del portafoglio su clima ed energia, con Chris Huhne, e Danny Alexander occuperà il Ministero per gli Affari scozzesi.

Sulle questioni chiave dell’economia, le imposte, la difesa, l’immigrazione, la politica estera e l’Europa, le parti dovranno mettersi d’accordo. I liberal-democratici potrebbero astenersi sul voto alla Camera dei Comuni, ma se votassero contro i conservatori, l’accordo potrebbe andare in frantumi.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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