ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Governo britannico: cosa guadagna l'Ue

Lettura in corso:

Governo britannico: cosa guadagna l'Ue

Dimensioni di testo Aa Aa

Che vantaggio ha l’Unione europea da questo governo di coalizione?

L’alleanza tra conservatori e liberali è una buona notizia per Bruxelles che può sperare di vedere neutralizzate le iniziative anti Europa dei Tory di Cameron.
In campagna elettorale quest’ultimo aveva annunciato battaglia all’Europa, promettendo tra le altre cose un referendum in caso di passaggio di ulteriori poteri da Westminster a Bruxelles.

Per Bruxelles non poteva esserci vicepremier migliore di Nick Clegg, questo poliglotta, passato per la commissione europea negli anni Novanta come consigliere di Leon Brittan e deputato europeo dal 1999 al 2004, rasserena l’orizzonte di Bruxelles.

I conflitti in sede europea non mancherannodal prossimo dibattito sul bilancio, alla riforma della Politica agricola comune, fino alla regolamentazione del settore finanziario, al di là della Manica non mettono da parte le armi.

Però sottolinea Marco Incerti del Centre for European Policy Studies: “Sappiamo che le questioni europee sono potenzialmente quelle che divideranno. I due partiti hanno due visioni opposte. Cercheranno di spingerle in un angolo per occuparsi di questioni più importanti come la riduzione del deficit , la riforma fiscale e quella bancaria. Nel programma che hanno appena redatto l’Unione europea arriva al nono posto delle loro priorità”.

All’europarlamento qualche dubbio permane sull’inusuale coalizione, Derek Vaughan eurodeputato del Labour:
“Appena prima che si formasse la coalizione, William Hague, il neo ministro degli Esteri ha scritto un memorandum per il premier Cameron, mettendo nero su bianco il ruolo di euroscettici che i tory assumeranno e che daranno filo da torcere all’Unione europea. Saranno determinati nel riportare al di qua della Manica normative importanti, come quella sociale. Mi chiedo solo come reagiranno i liberal democratici”.

Il nuovo capo della diplomazia britannica, William Hague, rivendica l’euroscetticismo virulento che fu della dama di ferro Margaret Thatcher, suo mentore politico. Qualcuno si dice certo che non chinerà il capo né rinuncerà alle sue ambizioni in nome di Nick Clegg.