ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Spagna, mercoledì il piano di austerità

Lettura in corso:

Spagna, mercoledì il piano di austerità

Dimensioni di testo Aa Aa

Madrid corre ai ripari per evitare il contagio della crisi greca. Sotto la pressione dei partner europei, alla riunione dell’Ecofin il ministro spagnolo dell’economia Elena Salgado si è impegnata a ridurre il deficit pubblico, annunciando ulteriori tagli alla spesa già per questo e il prossimo anno.

La Spagna aveva già preso l’impegno di riportare il deficit, che nel 2009 era all’11,2 per cento del Pil, al 3 per cento nel 2013, per 50 miliardi di euro di tagli.

In seguito all’intervento di Bruxelles, Madrid dovrà ridurre le spese entro il 2011 dell’1,5 per cento, pari a 15 miliardi di euro.

Domani il primo ministro José Luis Rodriguez Zapatero annuncerà di fronte al parlamento le misure d’austerità necessarie al raggiungimento di quest’obiettivo.

Da quando, nel 2008, la Spagna è entrata in recessione, il capo del governo socialista subisce la pressione del leader dell’opposizione di centro-destra, Mariano Rajoy, che chiede misure radicali, fra cui una riforma del mercato del lavoro.

Una riforma strutturale, che renderebbe più facili le assunzioni, ma anche i licenziamenti, e che molti economisti considerano inevitabile per contrastare la perdita di competitività dell’economia spagnola. Mentre i sindacati si sono sempre opposti con le unghie e con i denti. Tanto più ora che la disoccupazione nel paese è oltre il 20 per cento, con più di quattro milioni e mezzo di persone a spasso.

Il governo ha sempre evitato di prendere provvedimenti radicali per timore di ostacolare la ripresa.

Ma anche se lo Stato sarà costretto ad annunciare lacrime e sangue, dovrà fare i conti con le 17 regioni autonome, responsabili da sole della metà della spesa pubblica.

Gli economisti fanno notare il peso di questa forte decentralizzazione dello Stato, così tipicamente spagnola. Spiega l’analista economico Paul Mielgo: “La Spagna è costituita da 17 comunità autonome cui lo Stato ha ceduto ampie competenze dal punto di vista fiscale. Queste regioni, queste comunità autonome, sono governate da diversi partiti politici”.

Zapatero dovrebbe annunciare tra l’altro il rinvio degli investimenti pubblici non indispensabili. Ma con le elezioni catalane in vista in autunno, convincere le regioni sarà un po’ lacrime e sangue anche per il governo centrale.