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Quale futuro per la zona euro

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Quale futuro per la zona euro

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La crisi greca ha messo l’Unione a nudo.
Come rafforzare la zona euro e tutelarla da future speculazioni.

Il maxipacchetto varato dall’ecofin centra l’obiettivo attuale, sostiene il presidente della eurocommissione Barroso, ma per il futuro ci vuole un governo economico per l’eurozona.

L’economista Daniel Gros:

“Sostanzialmente i nostri leader hanno starvolto il trattato di Maastricht.
La clausola di no bail out non esiste più e la Bce è diventata un’agenzia fiscale per i paesi più deboli”.

Malgrado la clausola di no bail out non esista più, secondo la quale gli stati membri non possono farsi garanti del debito di un altro stato membro, aderire alla zona euro non attira più, come sembra confermare il vice premier serbo, Bozidar Delic:

“La zona euro è attraente ma la prospettiva di aderirvi è più lontana adesso. Per questo decennio la priorità per la Serbia è rafforzare la nostra moneta, il dinar, e continuare la politica fiscale responsabile che abbiamo portato avanti finora”.

Anche al Forum economico mondiale, in corso a Bruxelles lunedì e martedì, si è parlato di regolatore internazionali dei mercati e di una politica fiscale comune.

“Questo ipotetico braccio di ferro tra gli stati, più in particolare l’unione europea e i mercati speculativi, sembra essere stati vinto per il momento ai punti proprio dall’Unione europea, anche se restano ancora alcuni dubbi per quanto riguarda il futuro per questa mini rivoluzione del trattato di maastricht che non si sa ancora fino a che punto imporrà all’Unione europea la necessità di modificare le proprie strutture fino al punto di integrare maggiormente le proprie politiche economiche, Sergio Cantone, Bruxelles”.