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Stop alla cupola anti-greggio. "Non è un fallimento"

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Stop alla cupola anti-greggio. "Non è un fallimento"

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BP corre ai ripari e fa esercizio di retorica, dopo i problemi tecnici alla cupola delle speranze.
Due i giorni previsti per studiare la prossima mossa, dopo la rimozione della struttura metallica, che era stata calata in mare per arginare l’emorragia di petrolio dalla piattaforma, affondata nel Golfo del Messico.

Un intervento avveniristico al momento vanificato da cristalli di metano che, formatisi in seguito alla pressione dell’acqua, hanno impedito che si procedesse all’aspirazione del greggio.
“Non lo chiamerei ancora un fallimento – dice Doug Suttles, capo degli ingegneri della compagnia -. Direi piuttosto che il tentativo fatto non è andato in porto, perché questi idrati hanno ostruito i condotti della cupola. Nelle prossime quarantotto ore cercheremo di capire se c‘è modo di risolvere questo problema”.

Proseguono intanto anche i roghi di greggio sul pelo dell’acqua. Blanda misura di contenimento che non sembra però arrestare l’avanzata della marea nera.

Dopo l’arcipelago delle Chandeleur, paradiso naturale alla foce del Mississipi, chiazze di petrolio hanno accolto i bagnanti anche sulle spiagge della Dauphin Island, in Alabama.