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LibDem corteggiati dai Tories: domenica di negoziati in Gran Bretagna

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LibDem corteggiati dai Tories: domenica di negoziati in Gran Bretagna

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Domenica britannica: i leader vanno in chiesa, mentre i loro uomini più fidati si impegnano in lunghe discussioni per tentare una difficile alleanza.

Per i Tories l’obbiettivo è convincere i Libdem: per formare una coalizione di governo, o al limite un governo di minoranza conservatore, con la promessa di un appoggio liberaldemocratico su temi chiave.

“I meeting che abbiamo avuto venerdì sera e il confronto tra i nostri leader di partito ieri sera – ha dichiarato il portavoce conservatore William Hague -sono stati entrambi costruttivi, molto positivi, in un clima di rispetto, dunque continuiamo nello stesso spirito oggi”.

Ma per convicere il terzo uomo, Nick Clegg, ad appoggiare i conservatori, rimane lo scoglio numero uno: la riforma elettorale.

Tradizionalmente partito minore, i liberaldemocratici vogliono andare verso un sistema proporzionale. Proposta cui i Tories, finora, si oppongono.

“La riforma elettorale è un punto cruciale. – sostiene il liberaldemocratico Simon Hughes – Se i conservatori vogliono entrare nel secolo 21 esimo, lo devono accettare. Ma ci sono molti nel partito pronti a tutto ma non a lasciare l’attuale sistema elettorale. Che si decidano”.

Se questi negoziati dovessero fallire, Gordon Brown farà la sua offerta ai LibDem.

Per il momento si limita ad aspettare, rinunciando al diritto – che detiene in quanto attuale premier – a provare a formare per primo un governo.

Il limite per tutti i negoziati resta il 25 maggio: fino ad allora i giochi sono aperti.