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Politica contro mercato: una guerra in nome dell'euro

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Politica contro mercato: una guerra in nome dell'euro

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A dieci giorni dalla sua convocazione è al suo avvio questa sera a Bruxelles la riunione dei capi di stato e di governo dell’eurozona.

Sono trascorse solo poche ore dall’ultima ondata di panico abbattutasi sulle borse mondiali.
Per i leader dell’area della moneta unica è così diventato ancora piu’ urgente se possibile
inviare ai mercati un segnale forte e chiaro: che l’Europa agisce adeguatamente per evitare un effetto domino nell’Unione della crisi greca. Ma anche a questo incontro è concreto il rischio di sommare troppe parole ad altre parole.

Il mirino dei partecipanti al summit, dopo tre mesi di azioni comuni troppo incerte, si sta rivolgendo contro gli speculatori finanziari che scommettono e agiscono esponendo al rischio collasso l’euro e le sue economie nazionali piu’ zoppicanti. Ma serve anche altro. Che cosa, un inviato di euronews lo ha chiesto ad una analista dell’istituto tedesco per gli affari internazionali e la sicurezza.

“Serve innanzitutto potenziare l’Eurostat, l’agenzia europea di statistica, per ottenere dati piu raffinati, poi è necessaria una applicazione piu’ rigida dei meccanismi di controllo del deficit. Quando un paese arriva ad averlo realmente troppo alto gli altri governi e la commissione europea devono poter ammonire e comminare sanzioni certamente piu’ dure delle attuali.

Sempre oggi, in Germania, il voto di entrambe le camere del parlamento ha dato il definitivo via libera all’erogazione di un prestito triennale di 22,4 miliardi di euro destinato alla Grecia, il maggiore contributo nazionale concesso ad Atene nel piano concordato anti-bancarotta.