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L'economia britannica sotto i riflettori

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L'economia britannica sotto i riflettori

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Finiti i valzer della politica delle alleanze che questa volta sono approdati anche sul Tamigi, il nuovo governo quale che sia si troverà a fare i conti con il grave problema del debito pubblico. Il dramma greco ha distratto dai numeri di Londra, il cui deficit oggi è all’80 per cento del Pil. Se si calcola poi il debito complessivo, sommando a quello pubblico l’indebitamento delle imprese e delle famiglie, il Regno Unito è fra i paesi più esposti al mondo.

Non sorprende che i mercati abbiano reagito con preoccupazione davanti a uno scenario incerto in cui non si sa come agirà la nuova leadership. la sterlina ha continuato la sua corsa verso il basso nei confronti del dollaro.

I Tory promettono di aggredire subito il deficit strutturale avviando già quest’anno tagli alla spesa per 6 miliardi di sterline, congelando tra l’altro gli stipendi dei dipendenti pubblici.

Le elezioni non sarebbero potute arrivare in un momento peggiore per l’economia britannica. Il governo entrante dovrà compiere enormi tagli alla spesa, il paese ha uno dei più alti livelli di indebitamento d’Europa. I mercati finanziari non amano questo tipo di instabilità politica, ecco perché assistiamo alla vendita di azioni, sterline e buoni del tesoro.

Anche se il paese non fa parte della zona euro poi, presto potrebbe venire chiamato a partecipare per solidarietà al ripescaggio delle economie europee alla deriva.

Dice David Rennie, giornalista dell’Economist: “Personalmente mi chiedo se la Gran Bretagna potrà stare a guardare e non contribuire di un centesimo al salvataggio. Se l’Europa busserà alla porta e chiederà di aiutare a salvare gli altri paesi dell’Unione, che ai Tory, ai Lib dem o ai laburisti piaccia o no, sarà una bella battaglia tra Bruxelles e Londra”.

Insomma il prossimo cancelliere dello scacchiere avrà del filo da torcere. I mercati guardano con ansia al verdetto finale delle urne perché l’azione sui conti pubblici dovrà essere decisa e, a differenza delle dinamiche di coalizione, senza compromessi.