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Volo Rio-Parigi, svolta nelle indagini

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Volo Rio-Parigi, svolta nelle indagini

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Il cerchio si stringe attorno alle scatole nere dell’Airbus di Air France precipitato al largo del Brasile il 1 giugno del 2009

Nell’incidente morirono tutte le 228 persone a bordo. I congegni con le informazioni sull’incidente sono ancora irreperibili ma l’area di ricerca è stata ristretta da 3000 chilometri quadrati a una superficie di 55 chilometri.

Un portavoce del governo francese fa tuttavia notare che si tratta di un’area vasta quanto Parigi con rilievi simili alle Ande in cui occorre trovare due scatole di scarpe.

Le scatole nere hanno cessato di emettere segnali due mesi dopo l’incidente. Ma analizzando quelli registrati dalle navi in quelle acque dopo l’inabissamento è stato individuato un bip che ha portato a restringere l’area delle ricerche.

“Per noi è un’ottima notizia, dice il presidente di una associazione delle vittime, potremo scoprire dove sono i nostri cari, cosa è accaduto nei loro ultimi minuti, e capire le cause dell’incidente”.

Le famiglie che attendono un risarcimento da Air France vogliono sapere se, come si sospetta, la causa dell’incidente siano stati i rilevatori di velocità difettosi. Cosa che porterebbe a dover sostituire tutti i congegni simili sugli altri aerei, operazione peraltro già in atto.