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Merkel: togliere diritto di voto ai Paesi Ue meno virtuosi

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Merkel: togliere diritto di voto ai Paesi Ue meno virtuosi

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Un discorso a sostegno della Grecia, dopo le accuse di averne frenato il salvataggio. Il cancelliere tedesco Angela Merkel davanti ai deputati del Bundestag ha affermato che in gioco è il futuro dell’Unione Europea.

Secondo Merkel inoltre la crisi fa emergere la necessità di cambiare il patto di stabilità. Il cancelliere propone di togliere il diritto di voto ai Paesi con deficit elevati.

“E per i casi di estrema urgenza”, ha aggiunto Merkel, “bisognerebbe delineare una procedura di bancarotta per i Paesi membri in questa situazione”.

L’adozione di una dichiarazione sulla riforma del patto di stabilità aiuterebbe Merkel ad ottenere, entro venerdì, il sostegno più ampio in parlamento al contributo di oltre 20 miliardi di euro su tre anni al piano per la Grecia.

“Non voglio allinearmi a coloro che con accenni quasi sciovinistici criticano la Grecia”, afferma il leader dei verdi Claudia Roth, “perché non hanno capito che la Germania è uno di quei Paesi che hanno tratto vantaggio dall’Unione Europea”.

Il direttore dell’FMI Strauss-Kahn ha esortato a restare vigili perché i rischi restano. Nei Paesi con debiti elevati, sottolinea lo scrittore tedesco Wilhem Hankel: “Non si tratta di un solo Paese. Oltre alla Grecia ci sono Portogallo, Spagna, Irlanda”, sostiene Hankel. “Ho calcolato quanto servirebbe per ripianare i debiti di questi Paesi. Più di tremila miliardi. L’Europa non può farsene carico e neppure i nostri contribuenti”.

Il governo spagnolo ha affermato che rispetterà gli impegni sul taglio del deficit, da circa l’11 per cento al tre. Mentre quanto al debito, che rappresenta circa il 54 per cento pil, il vicepremier Maria Teresa Fernandez de la Vega sostiene che è inferiore di 20 punti alla media europea. “In Spagna – dice – non si teme nessun tipo di contagio. La Spagna ha sempre fatto il proprio dovere”.

Intanto nelle sue previsioni di primavera la Commissione Ue migliora le stime sull’economia spagnola, prevedendo un rallentamento della contrazione fino al recupero il prossimo anno.