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La nuova politica comune della pesca al via entro il 2011

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La nuova politica comune della pesca al via entro il 2011

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Al consiglio informale dei ministri della pesca svoltosi a Vigo, nel nord della Spagna, le speranze per una piattaforma comune che risolva in fretta i problemi dell’eccessivo sfruttamento marino e delle disparità tra i diversi paesi sono più concrete.

“Abbiamo bisogno – ha riassunto Maria Damanaki, commissario europeo del settore – di un’industria della pesca che ponga a base della sua prosperità uno sfruttamento sostenibile e rispettoso in termini ambientali delle risorse di ogni singolo paese”.

Tutti i membri dell’Unione sono d’accordo nel dare più potere a strutture di settore regionali, e a distinguere tra pesca industriale e piccola pesca.

Peio è un pescatore basco: “Il nostro è sempre un lavoro alla giornata. Ci sono giornate in cui non si tira su nulla, e allora si torna a casa restando con la speranza di pescar qualcosa l’indomani”.

Il disaccordo tra i ministri resta invece ancora ampio sulla utilità di introdurre un mercato delle quote pesca individuali su scala europea.