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Immigrazione in Gran Bretagna, tema caldo in campagna elettorale

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Immigrazione in Gran Bretagna, tema caldo in campagna elettorale

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Tema scottante l’immigrazione in Gran Bretagna a due giorni dalle elezioni. Il malcontento della popolazione potrebbe togliere voti ai Labour. Il fenomeno che per anni ha contribuito alla crescita economica del paese potrebbe oggi essere visto come un freno se non addirittura un danno per il benessere dei britannici. In alcune città del Regno Unito uno su quattro è cittadino straniero. Accolti per svolgere i lavori meno retribuiti, oggi sono considerati la causa del deprezzamento della forza lavoro.

“Non solo le persone che vengono dall’Europa dell’est, ma da tutto il mondo sembrano aver scoperto che la Gran Bretagna è un bersaglio facile”, dichiara un cittadino britannico.

“Parli delle persone che vengono nel paese e che ti chiamano razzista – commenta un’elettrice – come ha fatto l’altro giorno Gordon Brown, quindi preferisci non parlarne”.

La gaffe del premier ha riportato il tema al centro dei dibattiti. Dopo una visita in una piccola cittadina Brown ha definito una donna fanatica per essersi lamentata della massiccia presenza di immigrati dell’est.

Tema caldo è anche l’immigrazione clandestina: il candidato dei liberal-democratici propone una sorta di amnistia, per Brown, invece, incrementerebbe gli ingressi illegali. I conservatori confermano le loro posizioni più rigide sulla concessione di visti.