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Grecia, contro l'austerity occupata l'Acropoli

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Grecia, contro l'austerity occupata l'Acropoli

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Da un’Acropoli occupata simbolicamente, tra striscioni e bandiere rosse, il sindacato dei comunisti greci manda un messaggio all’Europa. E dai piedi del Partenone ribadisce il suo no al piano di risanamento varato dal governo per evitare la bancarotta.

Tagli ai salari e alle pensioni e un ulteriore aumento dell’Iva, che da un già elevato 21 per cento passa al 23 per cento.

Misure severe che incidono sui consumi. In cambio, un prestito da 110 miliardi di euro accordato da Europa e Fmi.

“Il Fondo monetario internazionale ci controlla come un nuovo dittatore che ogni tre mesi verrà a succhiarci il sangue”, commenta un cittadino greco.

Rincari che pesano direttamente sulle tasche della gente: benzina, alcool e sigarette aumenteranno
del 10 per cento.

Un tabaccaio riassume così la situazione: “Sono qui da vent’anni e non ho mai visto nulla di simile con le sigarette, il mercato andrà verso il declino”.

Parte oggi una due giorni di sciopero generale, il terzo contro l’austerity. Chiusi ospedali, scuole e uffici pubblici, bloccato il traffico aereo, terrestre e marittimo.

48 ore di manifestazioni di piazza a cui domani si unirà anche il settore privato.