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Golfo del Messico, cupole di cemento per bloccare la marea

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Golfo del Messico, cupole di cemento per bloccare la marea

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Agire il prima possibile: è l’imperativo degli esperti al lavoro per ripulire le acque del Golfo del Messico. I dirigenti di BP hanno previsto la costruzione di un nuovo pozzo di soccorso e l’installazione di alcune valvole nei pressi della perforazione della falda principale della piattaforma. Successivamente caleranno due cupole di cemento dotate di un sistema di raccolta del greggio. Il petrolio confluirà in una nave raccoglitrice. La compagnia petrolifera si è impegnata a pagare tutti i costi della ripulitura. È la prima volta che questa tecnica viene applicata a una profondità di 1500 metri e la forte pressione della fuoriuscita di petrolio non ne garantisce l’esito.
Con il passare dei giorni si aggravano i danni all’ambiente. I venti stanno spostando l’enorme macchia nera verso le coste meridionali degli Stati Uniti. Dopo la Luisiana potrebbe essere la volta della Florida fino alla barriera corallina. BP stima che dall’incidente del 22 aprile scorso la perdita di petrolio ammonti a circa 800mila litri al giorno. Secondo Greenpeace la reale entità del disastro è di gran lunga superiore.