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Cina, a scuola sotto scorta

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Cina, a scuola sotto scorta

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Scuole blindate in Cina, dopo una serie di sanguinosi attacchi contro elementari e asili. L’ultimo, ieri a Pechino, con una bambina presa in ostaggio.

Gli scolari entrano in classe scortati da genitori e poliziotti, che in alcune città sono stati autorizzati a uccidere per rispondere alle continue violenze. Da marzo a oggi, sono una cinquantina i feriti e quasi una decina le piccole vittime nel centro e nell’est del paese.

Non è rivolta, dice lo psicologo Sun Yuxao, ma comportamenti antisociali inaccettabili: “Hanno bisogno di trovare un obiettivo vulnerabile per vendicarsi. Non vogliono affrontare vittime forti in un combattimento. Sono spaventati da una possibile sconfitta e da una conseguente, ulteriore umiliazione. E allora scelgono bambini innocenti”.

Ieri l’ultimo, grave episodio: nella capitale un uomo ha sequestrato una bambina di cinque anni, che andava in bicicletta con i genitori.
Liberata la bimba, l’aggressore è stato abbattuto dalle forze dell’ordine tra gli applausi della gente.