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Le elezioni britanniche accendono il dibattito Ue

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Le elezioni britanniche accendono il dibattito Ue

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Una vittoria dei conservatori britannici non preoccupa l’Unione europea, anche se questo potrebbe significare dibattiti più accesi in sede di dibattito di bilancio.
 
La destra d’Oltremanica non è più la destra di John Major o di Margaret Thatcher.
 
Marco Incerti del Centre for European Policy Studies: “L’Unione europea ha già preso una direzione che è in linea con le aspettative del Regno Unito e dell’elettorato britannico. Al momento non c‘è grande attesa per futuri sviluppi, per una maggiore cooperazione, solidarietà, come invece abbiamo visto in occasione della crisi. Per cui non penso che ci saranno molti cambiamenti”.
 
David Cameron piace all’Europa, ma a spaventare è piuttosto la frangia più euroscettica dei conservatori che potrebbe a un certo punto ricattare la maggioranza di governo.
 
Charles Grant, del Centro per le riforme europee, parlando di David Cameron ha dichiarato: “Ha detto di voler riconquistare credibilità mostrando di essere un  leader costruttivo in Europa fin dall’inizio del suo mandato. È incoraggiante, ma resta la preoccupazione che dopo alcuni anni torni alla carica per cambiare i trattati dopo che in Europa si sono spesi 10 anni per queste modifiche”.
 
Edward McMillan-Scott, eurodeputato liberal-democratico: “Conosco i Tories, per anni ho avuto a che fare con i suoi rappresentanti più potenti. E so quanto siano euroscettici oggi. Dopo le elezioni, David Cameron dovrà fare i conti con chi vuole il Regno Unito fuori dall’Unione europea, che saranno il 40% dei neoeletti”.
 
Che ne sarà di Cathrine Ashton in caso di vittoria dei conservatori?
La baronessa incoronata ministro degli Esteri dell’Unione europea  da Gordon Brown dovrebbe conservare lo scranno, anche se quest’ultimo perdesse.