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Usa, la marea nera rischia di peggiorare

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Usa, la marea nera rischia di peggiorare

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La lotta non è solo contro il tempo cronologico ma anche con quello meteorologico, nel Golfo del Messico invaso dalla marea nera.

I forti venti da sud-est e le onde stanno rendendo quasi inutili le barriere galleggianti installate per contenere il petrolio fuoriuscito dalla Deepwater Horizon.

Frank Cole, del Dipartimento delle risorse naturali della Louisiana, riassume così la situazione: “Potremmo forse piazzare una o due barriere a ogni viaggio, e ci vogliono circa… credo, un turno di due ore per tornare indietro e prendere un altro carico. Non abbiamo mai avuto a che fare con una catastrofe di queste proporzioni. Siamo ottimisti, pensiamo di poter fare qualcosa di utile, ma molto dipende dalla durata di questa ‘cosa’ e dalla direzione prevalente dei venti”

I guardacoste Usa temono che la fuga di petrolio, già a 800 mila litri al giorno, possa aggravarsi ulteriormente, dopo la scoperta di due nuove falle. Intanto lo stato d’emergenza è stato dichiarato, dopo che in Louisiana e in Florida, anche in Alabama e Mississippi.
La Casa Bianca si difende dalle accuse di lentezza attaccando la British Petroleum.

“La compagnia, in base alla legge, è responsabile del risarcimento dei danni e delle operazioni di ripulitura”, ha detto il presidente Barack Obama.

Bp afferma di stare spendendo 6 milioni di dollari al giorno. Sulla compagnia pendono già almeno 26 azioni legali. Ma nessuno potrà ripagare gli uccelli o i delfini che rischiano di soccombere alla peggiore catastrofe ambientale della storia americana.