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Marea nera peggio della Exxon Valdez. Obama ordina un'inchiesta

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Marea nera peggio della Exxon Valdez. Obama ordina un'inchiesta

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Una chiazza già pari alla superficie di Londra, che in due mesi rischia di surclassare la catastrofe provocata nel 1989 dalla petroliera Exxon Valdez.

Ormai raggiunte le coste della Louisiana, la marea nera liberata dall’affondamento della piattaforma della British Petroleum ha indotto anche Florida e Alabama a decretare lo stato d’emergenza.
“In base alla legge – ha ribadito il presidente degli Stati Uniti Barack Obama – la compagnia è responsabile del risarcimento dei danni e delle operazioni di ripulitura. Anche noi siamo però pronti ad assumerci le nostre responsabilità nei confronti delle comunità colpite. Ho affidato un’inchiesta al Segretario agli interni Ken Salazar. Entro un mese mi aggiornerà su ulteriori precauzioni o tecnologie che debbano essere adottate per evitare il ripetersi di simili incidenti”.

Sempre in Louisiana, soltanto il caso ha evitato che il rovesciamento di un’altra piattaforma si tramutasse in tragedia. Neanche l’annunciato congelamento delle trivellazioni offshore nelle acque statunitensi placa intanto le polemiche: contro la politica energetica della Casa Bianca montano ormai fronda democratica e critiche ambientaliste.
“La situazione è delicatissima – spiega Jacqueline Savitz, direttrice dell’associazione Oceana, – perché non esistono adeguate strategie di contrasto. Qui le trivellazioni si sarebbero dovute evitare del tutto. Andiamo incontro al peggiore incidente del genere nella storia degli Stati Uniti”.
Già al lavoro, intanto, le unità veterinarie di pronto intervento: più di 400 soltanto in Louisiana le specie animali minacciate.