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Le conseguenze della crisi

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Le conseguenze della crisi

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“Le donne sono scomparse, sono diventate invisibili con la crisi economica”.

Cosa vuole dire Mary Collins, della Lobby delle donne europee? Perchè l‘âltra metà della forza lavoro sarebbe stata `la prima vittima del crollod ell’economia?

“Molta attenzione è stata dedicata a particolari settori economici, specialmente nei primi tempi del dopo crisi, settori on cui si concentrano i lavoratori uomini come l’edilizia, l’industria manifatturiera e anche il settore bancario”.

Le conseguenze sociali della crisi sono state al centro di un dibattito che si è tenuto in seno al Consiglio d’Europa.

Per Maria de Belem, (pr Maria de belaim), deputato socialista portoghese dell’assemblea parlamentare, la crisi attuale deve far ripartire il il progresso sociale.

“E’ evidente che l’economia di mercato è importante, ma un economia di mercato con ferme regole di protezione sociale presta attenzione allo sviluppo sostenibile. Non si può vivere con un’economia predatrice delle persone e predatrice delle risorse naturali”.

La crisi economica ha avuto un impatto nefasto anche sugli immigrati, che subiscono un tasso di disoccupazione due volte più elevato delle medie nazionali. Il deputato spagnolo Pedro Agramunt chiede una lotta maggiore contro la discriminazione dei lavoratori stranieri.

“Bisogna essere pazienti e cercare di comprendere che la soluzuione oggi non sta nel mettere alla porta tutti, al contrario non bisogna escludere nessuno. In futuro bisogna cambiare il nostro comportamento. Mi ricordo che 30 o 40 anni fa, l’emigrazione che dalla Spagna partiva verso gli altri paesi come la Svizzera, la Francia… aveva sempre in mano un contratto prima di partire. Bisogna tornare oggi a questa idea. E per far questo, bisogna collaborare con i paesi di origine degli immigrati in Africa in Asia e in America”.