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La marea nera raggiunge le coste della Louisiana

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La marea nera raggiunge le coste della Louisiana

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La marea nera arriva sulla costa della Louisiana, si rischia il peggior disastro ambientale in decenni negli Stati Uniti. Secondo un responsabile locale uno strato di greggio, fuoriuscito dalla piattaforma petrolifera affondata nel golfo del Messico, ha raggiunto le paludi vicino all’estuario del Mississippi.

Non sono bastate dunque le barriere gonfiabili poste in mare per bloccare il petrolio. Dichiarato lo stato di catastrofe naturale in una zona dall’ecosistema già fragile, a rischio centinaia di specie di uccelli e pesci. Il presidente Obama ha mobilitato anche l’esercito.

David Kennedy, funzionario del National Ocean Service: “Sono spaventato. Si tratta di un affare enorme. E gli sforzi che verranno richiesti per far fronte alla situazione saranno immensi”.

La piattaforma Deepwater Horizon, della compagnia britannica BP, è affondata il 22 aprile, a 70 chilometri dalle coste della Louisiana, dopo un’esplosione e un incendio. A bordo oltre due milioni di litri di petrolio. Come conseguenza del disastro ogni giorno finisce in mare l’equivalente di 5000 barili.

“Quando è avvenuto l’incidente i dispositivi di sicurezza avrebbero dovuto fermare il flusso di petrolio”, afferma Doug Suttles della BP. “Non sappiamo perché non è successo, alla fine lo scopriremo”.

Le conseguenze del disastro potrebbero eguagliare o essere addirittura superiori a quelle della catastrofe dell’Exxon Valdez nel 1989 in Alaska quando 50mila tonnellate di greggio si riversarono in mare. Vent’anni dopo la fauna selvatica ne risente ancora.