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Gordon Brown, la parabola di un "bravo ragazzo". Da ombra di Blair a Downing Street

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Gordon Brown, la parabola di un "bravo ragazzo". Da ombra di Blair a Downing Street

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Qualcuno lo descrive come permaloso, qualcun altro ne apprezza il rigore, e lui stesso non nasconde di essere timido. Gordon Brown è come un uomo abituato alle tenebre ma che sogna la luce. Per anni è l’ombra di un carismatico Tony Blair, astro nascente della politica britannica.

Da protagonista della svolta che porta al New Labour e da cancelliere dello scacchiere per un decennio, Brown ha rapporti strettissimi con Blair, del quale a lungo viene indicato come il successore naturale. Ma tra i due non mancano gli scontri e le polemiche, e la staffetta a Downing street viene più volte rimandata.

Figlio di un pastore protestante, nato nel 1951 in Scozia, Brown passa i primi anni della sua vita a Hamilton, una città segnata dalla povertà e dalla disoccupazione. Il futuro premier è un giovane di talento, arriva all’Università con due anni di anticipo. A 16 anni giocando a rugby perde un occhio, ma la vita gli riserverà prove ancora più dure. Come nel 2002, quando sua moglie Sarah perde la prima bambina, nata prematuramente. Il loro terzo figlio inoltre è gravemente ammalato.

Brown è stato il più longevo cancelliere dello scacchiere, e ama ripetere che sotto la sua guida l’economia britannica ha conosciuto il più lungo periodo di espansione. Tra il 97 e il 2006 la crescita britannica era superiore a quella europea, con la disoccupazione al 5,5 per cento, tre punti e mezzo in meno che la media europea.

Da premier affronta le prime avvisaglie della crisi finanziaria suggerendo un massiccio intervento pubblico, e nazionalizza banche importanti. Il suo metodo è quello che ispira tutti gli altri paaesi nell’elaborazione dei loro piani di rilancio.

Il suo mandato da capo del governo non è partito in discesa. Il 27 giugno 2007 diventa primo ministro, e già deve gestire la pesante eredità di Blair, a cominciare dalla impopolare guerra in Iraq. Tre giorni dopo il suo arrivo al potere, ecco gli attentati falliti di Londra e Glasgow.

E poi: la crisi finanziaria globale, le polemiche interne al partito laburista, il crollo dell’indice di popolarità legato agli scandali come quello delle false note spese dei parlamentari…

Ultima, in ordine di tempo, la gaffe con l’anziana elettrice laburista, lo ha di nuovo esposto alle critiche sul suo carattere. Ma chi lo conosce sa che quando viene dato per politicamente morto, Gordon Brown, trova il modo di risorgere dalle sue stesse ceneri.