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Belgio: dopo il voto parlamentare, si anima il dibattito sul divieto al velo integrale

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Belgio: dopo il voto parlamentare, si anima il dibattito sul divieto al velo integrale

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Le discussioni sul divieto del velo integrale si riaccendono, dopo che la Camera del parlamento belga ha approvato, ieri, la legge che rende illegale il burqa.

Ora la decisione passa al Senato, ma potrebbero volerci mesi prima di un eventuale semaforo verde definitivo.

Le associazioni esprimono perplessità: “È un danno ai diritti individuali, come la libertà di espressione e di religione. E si crea un precedente pericoloso per altre nazioni europee.”

Difende il provvedimento appena passato alla Camera, il promotore, il deputato Daniel Bacquelaine, capo dei riformatori liberali francofoni: “Naturalmente, difendiamo la libertà di religione e di culto, ma credo che il burqa non sia un simbolo religioso: è prima di tutto un simbolo politico”.

Nella comunità musulmana prevale lo scetticismo, se non l’aperta ostilità. È il caso di Raz, una donna che ha vissuto dieci anni in Belgio, prima di ritornare a Londra. “Se non rappresenti una minaccia per alcuno – dice -, non c‘è nulla di male nel vestirti per quello che sei. Viviamo in una società multiculturale e dovremmo rispettare ogni religione e ogni cultura”.

Nel resto d’Europa il dibattito è ben lontano dall’aver prodotto soluzioni unanimi. La Francia si avvia al bando del burqa, ma il passaggio parlamentare di un progetto di legge, previsto per il mese prossimo, si annuncia molto animato.