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Crisi: timori in Portogallo

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Crisi: timori in Portogallo

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Preoccupazione in Portogallo: il Fondo Monetario Internazionale non dà molta fiducia a Lisbona, nonostante il piano di risanamento del deficit, promesso grazie alla cooperazione di governo e opposizione.

Terzo giorno di sciopero dei treni, il paese teme nuove batoste dopo il declassamento di Standard and Poor martedì. Qualcuno rimane ottimista: “No, non sento gli effetti della crisi, sento che tutti ne parlano, ma non vedo niente di questa crisi”.

“La crisi? – dice un altro passante a Lisbona – Mi parla della crisi del paese? Come vedo le cose? Molto male! È una crisi che ci costerà cara, abbiamo già cominciato a pagare, ma bisogna accusare gli uomini politici, che non hanno saputo prevenire quello che sta accadendo e anticipare la situazione. Dovrebbe essere il loro ruolo! Ma non sanno neppure gestire la crisi presente”

I mercati continuano a snobbare i derivati di credito sui titoli portoghesi, ancora in calo questa mattina. Il timore è sempre che l’economia portoghese venga contagiata da quella greca.

Con il primo maggio alle porte, il piano di austerity di Lisbona, che vuole tagliare il deficit dal 9,4 al 2,8 per cento, rischia di aggravare le tensioni sociali nel paese.