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Scontri in Thailandia, la polizia contro le "camicie rosse", un morto e numerosi feriti

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Scontri in Thailandia, la polizia contro le "camicie rosse", un morto e numerosi feriti

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Un soldato è morto, raggiunto da un proiettile, e almeno sedici persone sono rimaste ferite nel corso dei tafferugli scoppiati a Bangkok tra le forze di polizia e i manifestanti in camicia rossa, che da settimane chiedono le dimissioni del governo e l’indizione di elezioni politiche anticipate.

Attimi di tensione e paura, quando un gruppo di dimostranti ha tentato di mettersi in marcia verso la periferia, provocando la risposta delle forze antisommossa che hanno sparato in aria e usato pallottole di gomma.

La capitale thailandese dal 7 aprile è in stato d’emergenza, e dall’inizio degli scontri si contano almeno 26 vittime.

Ai “rossi”, che sostengono l’ex premier Takhsim Shinawatra, attualmente in fuga per evitare l’arresto per corruzione, si oppongono le “camicie gialle”, filogovernative, e protagoniste, nel 2008, all’epoca del governo Takhsim, di un assedio del palazzo del governo durato tre mesi.

Davanti alle resistenze dell’esercito a intervenire usando la forza contro la folla, alcuni leader delle camicie gialle hanno minacciato di agire in prima persona, per “distruggere la protesta”.