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La Russia apre gli archivi sul massacro di Katyn

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La Russia apre gli archivi sul massacro di Katyn

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La tragedia di Smolensk ha avvicinato Russia e Polonia e ha facilitato la pubblicazione di documenti finora coperti dal segreto di stato sui crimini sovietici a Katyn.

Sono stati messi in Rete nel sito dell’Agenzia federale degli archivi russi alcuni documenti che provano le responsabilità sovietiche nel massacro di Katyn.

Tra il 1940 e il 1941, 22 mila ufficiali polacchi furono trucidati dall’Armata Rossa in seguito all’invasione della Polonia da parte di Mosca. Per decenni la Russia ha accusato della strage le truppe naziste.

“Questi sono i documenti firmati da Stalin e dai membri del Politbureau – ha spiegato il responsabile degli archivi di Stato russi – e qui ci sono le note a margine con l’approvazione dei compagni Kalinin e Kaganovic”.

Il nuovo corso delle autorità russe è stato accolto con favore da Memorial, associazione russa a difesa dei diritti umani: “Nel nostro Paese una fetta considerevole della popolazione fino ad ora credeva che la tragedia di Katyn fosse stata commessa dai nazisti e non da noi. Questa pubblicazione su un sito dello stato decisa dalle autorità russe significa che i documenti sono stati ritenuti autentici dallo stato e non ci sono falsificazioni”.

Molti altri documenti restano ancora segreti: le nuove relazioni tra Varsavia e Mosca, inaugurate dall’incidente aereo in cui ha perso la vita il presidente polacco, Lech Kaczynski, potrebbero portare presto alla pubblicazione di altri dossier secretati.